Gabriele Epifani, Fondatore di E-SHIPPY · 2 ottobre 2026 · 3 min di lettura
Quanto costa davvero un errore di spedizione

Un pacco che torna indietro per un indirizzo sbagliato sembra un piccolo incidente. Lo si rispedisce, ci si scusa con il cliente, si va avanti. Ma se si mettono in fila tutte le voci, il costo reale di un errore di spedizione è quasi sempre più alto di quello che si pensa. Vale la pena guardarle una per una, perché è proprio questo conto a giustificare il tempo speso a prevenirle.
Il costo che si vede: la spedizione pagata due volte
La voce più evidente è la prima spedizione, pagata senza che il pacco sia arrivato. Se il pacco torna al mittente, spesso si paga anche il viaggio di ritorno. Poi c'è il nuovo invio. In pratica, per un singolo ordine si possono pagare due o tre spedizioni invece di una.
I supplementi che arrivano dopo
Quando l'indirizzo è incompleto ma il corriere riesce comunque a consegnare, ad esempio correggendo un numero civico, può applicare un supplemento di correzione. Lo stesso vale per un peso dichiarato più basso di quello reale. Questi costi arrivano in un secondo momento, anche settimane dopo, e sono facili da perdere di vista se non si controllano le fatture. Su E-SHIPPY li trovi nella fattura mensile, riaddebitati al costo e collegati alla spedizione a cui si riferiscono.
Il tempo, che non compare in nessuna fattura
Ogni errore richiede qualcuno che se ne accorga, che contatti il cliente, che verifichi l'indirizzo, che rifaccia l'etichetta e che segua il nuovo invio. Sono minuti che non si vedono, ma che si sommano. Per un negozio piccolo, spesso è il titolare stesso a farlo, togliendo tempo a tutto il resto.
Il cliente, che è la voce più cara
Il costo più difficile da misurare è quello sul cliente. Chi aspetta un ordine e lo riceve con giorni di ritardo, o non lo riceve affatto, difficilmente torna a comprare. Su marketplace come eBay, un ritardo può tradursi anche in un feedback negativo che pesa sulle vendite future. Il valore perso non è il singolo ordine, ma tutti quelli che quel cliente avrebbe fatto dopo.
Perché prevenire costa meno che rimediare
Mettendo insieme queste voci, è chiaro perché vale la pena investire nella prevenzione. Gli errori più comuni, che abbiamo elencato in i 7 errori più comuni nelle spedizioni e-commerce, nascono quasi tutti da dati copiati a mano o stimati a occhio.
Le contromisure sono semplici: ordini importati dal negozio con i dati del cliente già compilati, indirizzi suggeriti e CAP controllati, peso e dimensioni misurati sul pacco finito, telefono del destinatario sempre presente. E quando un problema succede comunque, una persona che se ne occupa subito invece di un ticket che aspetta.
Domande frequenti
Chi paga se il pacco torna indietro per un indirizzo sbagliato? Di norma chi ha spedito, cioè il venditore: il costo del ritorno e di un eventuale nuovo invio non sono coperti, perché l'errore è nei dati forniti.
Cosa sono i supplementi di correzione indirizzo? Sono costi che il corriere applica quando deve intervenire su un indirizzo errato o incompleto per completare la consegna. Arrivano in genere dopo la spedizione, a volte anche a distanza di settimane.
Come riaddebita E-SHIPPY i supplementi del corriere? Al costo, senza maggiorazioni, con il dettaglio della spedizione a cui si riferiscono. Li trovi nella fattura mensile.
Conviene richiedere il telefono del destinatario nel checkout? Sì, è uno dei modi più semplici per ridurre le consegne fallite: il corriere può chiamare e risolvere il problema sul posto.
Gli errori costano. Prevenirli costa meno.
Ordini importati, dati controllati e un team che interviene se una spedizione si blocca.
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